Non sono stato preda della tristezza per tutto questo tempo, la paranoia mi è passata dopo aver dormito sopra all'ultimo post (abbiate pazienza... era stata una giornata di merda!!!).
Solo non avevo nulla di particolare da scrivere.
Neppure adesso ho molto da scrivere a dir la verità.
Vi tengo aggiornati sui miei incontri platonici... è divertente avere un luogo di lavoro dove, indicativamente, la metà degli uomini ha un profilo su Gaydar.
Incontri ravvicinati in ascensore
Entrata.
Turno al mattino, sveglia traumatica, bloccato nel traffico.
Arrivo a lavoro con un tempo utile di 5 minuti per timbrare, occupare un computer e prendere un caffé di corsa. Visto che la vita è fatta di priorità e la caffeina è necessaria per svolgere tutti gli altri compiti, mi fiondo in saletta.
Stranamente oggi la stanza è piena da un gruppo di ragazze e ragazzi che occupano i tre distributori. Istinti omicidi e fastidio.
Non li guardo neppure in faccia, sono ancora addormentato e riesco a percepire in modo confuso e sfocato solo il mio scopo, la macchinetta del caffé.
La ragazza davanti a me ha forti problemi con la matematica e con la logica, non capisce che bisogna inserire 30 centesimi e schiacciare il pulsante... e non, come fa lei, schiacciare ogni monetina da 5 che inserisce. Mi viene voglia di prenderla per i capelli e farle vedere da molto vicino le istruzioni, tolleranza zero. Finalmente, dopo 2 minuti, ce la fa! Alleluia!
È il mio turno: chiavetta, scelgo bevanda, aspetto, prelevo bicchiere e corro.
Prima pausa.
Questa è l'ora in cui incontro il bel ragazzo che mi saluta al mattino.
Coi miei amicici del lavoro ci dirigiamo nella saletta, la quale è di nuova piena da quelli che mi sembrano gli stessi che occupavano la stanza all'entrata.
Adesso riesco a guardarli con più attenzione.
Visto che sono prevenuto nei loro confronti, a guardarli, mi sembrano usciti da una galleria di mostri: le ragazze, tutte rigorosamente e fortemente racchie, sono omogeneamente stereotipate.
C'è la ragazza "casa e chiesa" bassina con golfino e cerchietto e c'è la ragazza vistosa, alta, platinata con scollatura e minigonna taglia 50.
I ragazzi in ugual misura... c'è quello con la faccia da sfigato che se la tira e c'è il gay con maglioncino sulle spalle, cicciottello e con occhiali che parla di continuo.
Sembra che li abbiano scelti e messi insieme per non so quale studio sociologico... vi assicuro sono impressionanti.
Mentre il bel ragazzo e nell'angolino opposto intento a parlare.
Con gli amicici decidiamo di usare un'altra saletta. Odio profondo.
Ultima pausa.
Ho finito di fumare la mia sigaretta della pausa. Ritorno agli ascensori ma vedo il terribile gruppo che aspetta di salire.
50 metri da loro: rallento il passo e prego che arrivi subito il loro ascensore.
30 metri da loro: rallento ulteriormente e prego insistentemente.
15 metri da loro: cazzo mi hanno visto e riconosciuto! Rallentare ancora vorrebbe dire fermarsi...
5 metri da loro: Arriva l'ascensore ma un brivido mi percorre la schiena... hanno bloccato le porte per farmi entrare.
Entro nell'ascensore ringraziando fingendo riconoscimento. Guardo verso la pulsantiera per non attaccare bottone... ma mi sento osservato, mi volto e vedo il ragazzo maglioncino e occhiali che mi fissa insistentemente.
Appena incrocio lo sguardo inizia a parlarmi.
MO(maglioncino e occhiali): "ciao, anche tu sei qui per il corso?"
Commu: (non sapendo a che corso si riferisse e non volendolo sapere) "no, sono già operativo"
MO: "che fortuna! e come ti trovi?"
C: "bene grazie"
MO: "..."
C: "... , toh, io scendo a questo piano..."
MO: "allora penso ci vedremo spesso! Ciao a presto!"
Faccio un saluto generale, mi rispondono in coretto e le porte si richiudono.
Adesso ho paura che la sua ultima affermazione sia in realtà una minaccia :D
Sono asociale e me ne vanto (e pure un po' acido ;-) )
Solo non avevo nulla di particolare da scrivere.
Neppure adesso ho molto da scrivere a dir la verità.
Vi tengo aggiornati sui miei incontri platonici... è divertente avere un luogo di lavoro dove, indicativamente, la metà degli uomini ha un profilo su Gaydar.
Incontri ravvicinati in ascensore
Entrata.
Turno al mattino, sveglia traumatica, bloccato nel traffico.
Arrivo a lavoro con un tempo utile di 5 minuti per timbrare, occupare un computer e prendere un caffé di corsa. Visto che la vita è fatta di priorità e la caffeina è necessaria per svolgere tutti gli altri compiti, mi fiondo in saletta.
Stranamente oggi la stanza è piena da un gruppo di ragazze e ragazzi che occupano i tre distributori. Istinti omicidi e fastidio.
Non li guardo neppure in faccia, sono ancora addormentato e riesco a percepire in modo confuso e sfocato solo il mio scopo, la macchinetta del caffé.
La ragazza davanti a me ha forti problemi con la matematica e con la logica, non capisce che bisogna inserire 30 centesimi e schiacciare il pulsante... e non, come fa lei, schiacciare ogni monetina da 5 che inserisce. Mi viene voglia di prenderla per i capelli e farle vedere da molto vicino le istruzioni, tolleranza zero. Finalmente, dopo 2 minuti, ce la fa! Alleluia!
È il mio turno: chiavetta, scelgo bevanda, aspetto, prelevo bicchiere e corro.
Prima pausa.
Questa è l'ora in cui incontro il bel ragazzo che mi saluta al mattino.
Coi miei amicici del lavoro ci dirigiamo nella saletta, la quale è di nuova piena da quelli che mi sembrano gli stessi che occupavano la stanza all'entrata.
Adesso riesco a guardarli con più attenzione.
Visto che sono prevenuto nei loro confronti, a guardarli, mi sembrano usciti da una galleria di mostri: le ragazze, tutte rigorosamente e fortemente racchie, sono omogeneamente stereotipate.
C'è la ragazza "casa e chiesa" bassina con golfino e cerchietto e c'è la ragazza vistosa, alta, platinata con scollatura e minigonna taglia 50.
I ragazzi in ugual misura... c'è quello con la faccia da sfigato che se la tira e c'è il gay con maglioncino sulle spalle, cicciottello e con occhiali che parla di continuo.
Sembra che li abbiano scelti e messi insieme per non so quale studio sociologico... vi assicuro sono impressionanti.
Mentre il bel ragazzo e nell'angolino opposto intento a parlare.
Con gli amicici decidiamo di usare un'altra saletta. Odio profondo.
Ultima pausa.
Ho finito di fumare la mia sigaretta della pausa. Ritorno agli ascensori ma vedo il terribile gruppo che aspetta di salire.
50 metri da loro: rallento il passo e prego che arrivi subito il loro ascensore.
30 metri da loro: rallento ulteriormente e prego insistentemente.
15 metri da loro: cazzo mi hanno visto e riconosciuto! Rallentare ancora vorrebbe dire fermarsi...
5 metri da loro: Arriva l'ascensore ma un brivido mi percorre la schiena... hanno bloccato le porte per farmi entrare.
Entro nell'ascensore ringraziando fingendo riconoscimento. Guardo verso la pulsantiera per non attaccare bottone... ma mi sento osservato, mi volto e vedo il ragazzo maglioncino e occhiali che mi fissa insistentemente.
Appena incrocio lo sguardo inizia a parlarmi.
MO(maglioncino e occhiali): "ciao, anche tu sei qui per il corso?"
Commu: (non sapendo a che corso si riferisse e non volendolo sapere) "no, sono già operativo"
MO: "che fortuna! e come ti trovi?"
C: "bene grazie"
MO: "..."
C: "... , toh, io scendo a questo piano..."
MO: "allora penso ci vedremo spesso! Ciao a presto!"
Faccio un saluto generale, mi rispondono in coretto e le porte si richiudono.
Adesso ho paura che la sua ultima affermazione sia in realtà una minaccia :D
Sono asociale e me ne vanto (e pure un po' acido ;-) )
postato da: Commu alle ore 27/05/2006 23:17 | Permalink
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