Ogni tanto mi accorgo che certe dinamiche mi sono sconosciute e mi sento come un bimbo che scopre le cose per la prima volta.
Una di queste cose che non sono in grado di gestire sono gli sguardi da discoteca gay... quelli insomma che dovrebbe identificare un interesse da parte di un individuo verso un altro.
Il primo sguardo l'ho ricevuto in una disco di Milano, c'erano a sorpresa sul palco Paola e Chiara che cantavano. Io mi guardavo intorno perchè mi sentivo a disagio, osservato. Su un palchetto a distanza vedo un ragazzo (pure carino) che guardava fisso con un persistente sguardo a fessura.
Per istinto la prima cosa che ho fatto è stato voltarmi e cercare di capire a chi fosse rivolta quell'espressione da "se ti becco ti faccio male" ma che io in quel momento ho pensato significare qualcosa tipo "ammazzo te e tutta la tua famiglia". Dopo essermi accertato che intorno erano tutti, o quasi, presi dal concerto improvvisato, preoccupato ho riguardato il tipo per essere sicuro di non conoscerlo e ho pensato che magari fosse un killer ingaggiato da qualcuno a cui avevo fatto un torto. Niente di tutto questo. Cercai di non guardarlo più... o almeno cercai di non farmi notare.. Dopo un po' non l'ho più visto e non sapevo se sentirmi sollevato o preoccupato che fosse andato a montare il fucile da cecchino che aveva preventivamente nascosto sotto il vestito di una drag.
Domenica sera a Torino i miei amici sono andati in pista a ballare, io ancora con il bicchiere pieno in mano li aspetto a bordo pista e noto un tizio che mi pare conoscere. Per non farmi figure come quelle dell'altra volta (in cui ho riconosciuto un ragazzo che viene in palestra con me dopo soli due giorni che l'ho incontrato) lo guardo meglio per capire se lo conosco veramente... peccato che questo si volta e mi rifissa con "lo sguardo da aggancio" e non lo conosco affatto. Oddio e mo' che faccio!?
Vado verso le sedie all'esterno del locale e vedo che questo mi segue... azz tattica sbagliata, sono solo perchè gli altri si stanno tutti divertendo e senza volerlo è come se avessi invitato questo tizio a seguirmi... DOH!
Vedo che mi lancia un altro paio di sguardi ed io per tergiversare uso le seguenti tecniche: fingo si scrivere un sms, cerco di fare la faccia fischiettante da passavo di qui per caso, mi accendo una sigaretta e bevo contemporaneamente.
Prima di usare l'ultima tattica asociale che consiste nel fingere di essere malato di peste arriva un'amica del gruppo dalla pista... pericolo scampato lo sconosciuto ci rinuncia e torna a "sguardare" dentro.
Ecco, dopo averlo raccontato agli altri ho preso la nomea di "figa di legno" che prima illude ma poi... picche!
Io cerco ancora di dimostrare la mia innocenza dando la colpa all'ingenua, semplice e abbondante stupidità del sottoscritto.
Una di queste cose che non sono in grado di gestire sono gli sguardi da discoteca gay... quelli insomma che dovrebbe identificare un interesse da parte di un individuo verso un altro.
Il primo sguardo l'ho ricevuto in una disco di Milano, c'erano a sorpresa sul palco Paola e Chiara che cantavano. Io mi guardavo intorno perchè mi sentivo a disagio, osservato. Su un palchetto a distanza vedo un ragazzo (pure carino) che guardava fisso con un persistente sguardo a fessura.
Per istinto la prima cosa che ho fatto è stato voltarmi e cercare di capire a chi fosse rivolta quell'espressione da "se ti becco ti faccio male" ma che io in quel momento ho pensato significare qualcosa tipo "ammazzo te e tutta la tua famiglia". Dopo essermi accertato che intorno erano tutti, o quasi, presi dal concerto improvvisato, preoccupato ho riguardato il tipo per essere sicuro di non conoscerlo e ho pensato che magari fosse un killer ingaggiato da qualcuno a cui avevo fatto un torto. Niente di tutto questo. Cercai di non guardarlo più... o almeno cercai di non farmi notare.. Dopo un po' non l'ho più visto e non sapevo se sentirmi sollevato o preoccupato che fosse andato a montare il fucile da cecchino che aveva preventivamente nascosto sotto il vestito di una drag.
Domenica sera a Torino i miei amici sono andati in pista a ballare, io ancora con il bicchiere pieno in mano li aspetto a bordo pista e noto un tizio che mi pare conoscere. Per non farmi figure come quelle dell'altra volta (in cui ho riconosciuto un ragazzo che viene in palestra con me dopo soli due giorni che l'ho incontrato) lo guardo meglio per capire se lo conosco veramente... peccato che questo si volta e mi rifissa con "lo sguardo da aggancio" e non lo conosco affatto. Oddio e mo' che faccio!?
Vado verso le sedie all'esterno del locale e vedo che questo mi segue... azz tattica sbagliata, sono solo perchè gli altri si stanno tutti divertendo e senza volerlo è come se avessi invitato questo tizio a seguirmi... DOH!
Vedo che mi lancia un altro paio di sguardi ed io per tergiversare uso le seguenti tecniche: fingo si scrivere un sms, cerco di fare la faccia fischiettante da passavo di qui per caso, mi accendo una sigaretta e bevo contemporaneamente.
Prima di usare l'ultima tattica asociale che consiste nel fingere di essere malato di peste arriva un'amica del gruppo dalla pista... pericolo scampato lo sconosciuto ci rinuncia e torna a "sguardare" dentro.
Ecco, dopo averlo raccontato agli altri ho preso la nomea di "figa di legno" che prima illude ma poi... picche!
Io cerco ancora di dimostrare la mia innocenza dando la colpa all'ingenua, semplice e abbondante stupidità del sottoscritto.
postato da: Commu alle ore 02/10/2007 03:00 | Permalink
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