Buonasera a tutti.
Ormai i miei momenti vuoti non dovrebbero più stupire chi mi legge da un po'... sono il solito incostante!
In questo mese di silenzio sono successe diverse cose... ne parlerò, spero, a breve.
Il pensiero di oggi è rivolto ad un incontro di qualche giorno fa.
Come già detto non sono un tipo da frequentazioni facili (nel senso di "incontri una botta e via") non perchè li condanno ma perchè non mi ci trovo più a mio agio... magari riuscissi nuovamente a saltar da un letto ad un altro... mi faccio troppe seghe mentali.
L'altra sera, invece, ho accettato l'invito ad uscire... l'idea era di bere qualcosa insieme, inoltre io ed il mio incontro abitiamo pure vicini. Ci siamo trovati praticamente in piena campagna, tra la fitta nebbia in un distributore di benzina. "Due pazzi nella nebbia" il grido di battaglia della serata.
Un'intera ora a parlare ed a scoprire molte cose in comune, la successiva a condividere un po' di intimità tra la nebbia.
E' proprio questo che non capisco... mi sono ritrovato ad accarezzare una testa, che non conoscevo prima, poggiata sul mio petto. Che sentivo pesante e stanca, piena di pensieri tristi, che per un attimo aveva bisogno di me... ed anche io avevo bisogno di lei. Bisogno di dare a qualcuno... e bisogno di essere nuovamente accarezzato ed abbracciato a mia volta.. e di sostenere.
Poi la parte peggiore... la fine.
Arrivata l'ora di tornarsene a casa, ognuno alla sua vita... quella frase detta da lui risuona stridente come un gessetto nuovo sulla lavagna, "naturalmente ci vedremo anche più avanti...", come se pensasse realmente che io gli creda, "...certo...", anche la mia risposta ha grattato la lavagna... ultimi saluti, lo vedo allontanarsi mentre mi lancia un ultimo saluto dal finestrino dell'auto che si allontana.
Sono un paio di giorni che appena mi vede online si disconnette o mi blocca... l'ho bloccato io, almeno può chattare senza terrore.
Ed ora mi trovo come un bambino a cui hanno appena portato via una caramella dopo avergliela fatta assagiare... di merda... con un vuoto dentro.
L'affettività part-time non fà per me... è più sincero un incontro di sesso dove non sai neppure il nome di chi stai toccando, impersonale e soddisfacente... fin quando si viene, poi ognuno a casa sua senza aspettative... solo un ciao o neppure quello.
E scopri che ti ritrovi nudo, completamente senza difese... ma quello che ti sconvolge è che non sei solo... un'altra persona ha il tuo stesso bisogno di un abbraccio e di un po' di calore...
Ed ancora cerotti, bende e garze.
"Grazie"
Ormai i miei momenti vuoti non dovrebbero più stupire chi mi legge da un po'... sono il solito incostante!
In questo mese di silenzio sono successe diverse cose... ne parlerò, spero, a breve.
Il pensiero di oggi è rivolto ad un incontro di qualche giorno fa.
Come già detto non sono un tipo da frequentazioni facili (nel senso di "incontri una botta e via") non perchè li condanno ma perchè non mi ci trovo più a mio agio... magari riuscissi nuovamente a saltar da un letto ad un altro... mi faccio troppe seghe mentali.
L'altra sera, invece, ho accettato l'invito ad uscire... l'idea era di bere qualcosa insieme, inoltre io ed il mio incontro abitiamo pure vicini. Ci siamo trovati praticamente in piena campagna, tra la fitta nebbia in un distributore di benzina. "Due pazzi nella nebbia" il grido di battaglia della serata.
Un'intera ora a parlare ed a scoprire molte cose in comune, la successiva a condividere un po' di intimità tra la nebbia.
E' proprio questo che non capisco... mi sono ritrovato ad accarezzare una testa, che non conoscevo prima, poggiata sul mio petto. Che sentivo pesante e stanca, piena di pensieri tristi, che per un attimo aveva bisogno di me... ed anche io avevo bisogno di lei. Bisogno di dare a qualcuno... e bisogno di essere nuovamente accarezzato ed abbracciato a mia volta.. e di sostenere.
Poi la parte peggiore... la fine.
Arrivata l'ora di tornarsene a casa, ognuno alla sua vita... quella frase detta da lui risuona stridente come un gessetto nuovo sulla lavagna, "naturalmente ci vedremo anche più avanti...", come se pensasse realmente che io gli creda, "...certo...", anche la mia risposta ha grattato la lavagna... ultimi saluti, lo vedo allontanarsi mentre mi lancia un ultimo saluto dal finestrino dell'auto che si allontana.
Sono un paio di giorni che appena mi vede online si disconnette o mi blocca... l'ho bloccato io, almeno può chattare senza terrore.
Ed ora mi trovo come un bambino a cui hanno appena portato via una caramella dopo avergliela fatta assagiare... di merda... con un vuoto dentro.
L'affettività part-time non fà per me... è più sincero un incontro di sesso dove non sai neppure il nome di chi stai toccando, impersonale e soddisfacente... fin quando si viene, poi ognuno a casa sua senza aspettative... solo un ciao o neppure quello.
E scopri che ti ritrovi nudo, completamente senza difese... ma quello che ti sconvolge è che non sei solo... un'altra persona ha il tuo stesso bisogno di un abbraccio e di un po' di calore...
Ed ancora cerotti, bende e garze.
"Grazie"
postato da: Commu alle ore 31/10/2006 01:56 | Permalink
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categoria:paturnie, merda
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